VIDEOCAMERA SUBACQUEA | Utilizzo durante le operazioni di soccorso

Disporre di una video camera subacquea durante le operazioni di Search and Rescue o tattiche è estremamente importante.

Dobbiamo dire che negli ultimi anni la tecnologia si è talmente evoluta tanto da rendere reperibile sul mercato attrezzature di ottima fattura con prezzi accessibili al grande pubblico.

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Una video camera per uso professionale deve comunque distinguersi per affidabilità, qualità delle informazioni restituite e soprattutto praticità d’uso per consentire all’operatore di svolgere la sua attività senza impedimenti.

Sempre di più si manifesta la necessità di riprendere immagini di situazioni e scenari critici non ripetibili sia ai fini operativi, oltre che legali o di training; fondamentali in tali contesti sono la posizione geografica, la temperatura dell’acqua, la pressione, la conducibilità, la profondità, etc.

L’impiego della videocamera in ambito Search and Rescue nei diversi ambienti: fluviale, marino, terra o montagna è davvero molteplice:

-       Soccorso di migranti

-       Incidenti navali

-       Recupero vittime

-       Incidenti aerei

-       Aree alluvionate

-       Valanghe

-       Eventi incidentali

Pertanto, il dispositivo deve:

-       Essere in grado di lavorare in condizioni estreme senza che l’operatore si debba preoccupare di settarne le funzioni, ad esempio la Vaquita opera fino a profondità di 350m / 1150 piedi              quindi 36 atm e con un range di temperatura da -10°C a 40°C / da 14°F a 104°F.  (per saperne          di più sulla Vaquita link)

-      Adattarsi al palmo della mano per essere estremamente maneggevole e leggera anche           indossando guanti in neoprene.

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In ambito tattico militare la videocamera grazie alla funzione GPS integrata trova impiego nell’acquisizione obiettivi, nel pattugliamento costiero, nelle operazioni anfibie come anche nella bonifica di ordigni bellici (DOB).

La ripresa subacquea degli scafi dai natanti alle grandi imbarcazioni con la restituzione delle immagini ad alta risoluzione consente agli operatori militari e civili di programmare e controllare gli interventi di manutenzione.

La correzione del colore intelligente Auto-DCC (Depth-Controlled Color Correction) presente sulle videocamere professionali regola automaticamente il bilanciamento del bianco rispetto alla profondità di immersione, in modo da avere colori vividi ad ogni profondità ed anche in acque non limpide.

L’attacco della videocamera direttamente sul casco in apparenza utile, comporta di fatto delle problematiche durante le attività quali:

-       Distacco durante il nuoto, l’accesso in anfratti o nel salto da elicottero

-       Urto con oggetti galleggianti

-       Interferenza con altri dispositivi utili al soccorritore quali luci strobo

-       Etc.

Per gli operatori impegnati in ambiente marino e lacustre, dove le attività SaR o militari richiedono l’impiego anche di diverse attrezzature di soccorso, l’aggancio della video camera alla maschera come quello predisposto per la Vaquita oltre a risolvere i problemi suddetti diventa requisito principale per consentire una ripresa costante anche con angolazione variabile di 15° rispetto alla visuale dell’operatore.

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 Giuseppe Abbate - CEO